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Chavín

località archeologica del Perú, nella valle di un affluente di sinistra del fiume Marañón, presso l'attuale centro di Chavín de Huantar (dipartimento di Ancash), 37 km a ESE di Huaráz. Scoperta nel 1873 da A. Raimondi, Chavín fu un centro cerimoniale in cui si sviluppò la cultura-madre delle Ande Centrali. I resti subaerei di Chavín sono assai modesti, se comparati con quelli ipogei e con la ricchissima arte mobile connessa con questo centro. Tuttora visibili sono i ruderi del cosiddetto “Castillo” e della piazza semiaffondata che lo fronteggia. Al disotto di questi vi è una serie di gallerie scavate nella roccia forse già nel sec. XIII a. C., perfettamente aerate da condotte d'aria. Si tratta probabilmente di luoghi di culto esoterici, come è testimoniato da un passaggio cruciforme (certo connesso con una credenza relativa ai punti cardinali che domina il pensiero andino di tutte le epoche) al cui centro sorge un gigantesco giaguarantropo falliforme. Chavín è conosciuta anche per la splendida e vigorosa arte fittile (le cui forme saranno poi ripetute negli stili fioriti sulle coste peruviane), per l'antichissima lavorazione dell'oro, per la superba scultura e il bassorilievo su pietra. Nonostante se ne ignorino portatori e antecedenti locali, Chavín somiglia solo a se stessa, e se influssi esterni vi furono, questi furono assai circoscritti e in nessun modo determinanti.

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