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Chiusa / Klausen

comune in provincia di Bolzano (29 km), 525 m s.m., 51,37 km², 4613 ab. (chiusani/Klausner), patrono: sant’ Andrea (30 novembre).

Centro posto alla confluenza del torrente Tina con il fiume Isarco. Già sede di insediamenti preistorici (alla base del colle di Sabiona sono stati rinvenuti reperti dall'epoca neolitica in poi) e in seguito dogana romana, nel sec. VI fu sede vescovile. Il paese conservò grande importanza economica anche quando il vescovato fu trasferito a Bressanone alla fine del sec X. Nel 1308 è menzionato per la prima volta come città. Fino al 1923 si chiamò Chiusa all'Isarco.§ L'abitato, tipico esempio di antico borgo medievale, è dominato dalla duecentesca torre del Capitano e dal monastero di Sabiona; quest'ultimo, originariamente residenza dei vescovi, nel sec. XVII fu trasformato in convento. Si segnalano inoltre le chiese di Sant'Andrea (sec. XV), con tele e statue di Leonardo da Bressanone, R. Potsch, G. D. Grasmair e H. Schöpf, e della Madonna di Loreto, il cui tesoro è stato trasferito al Museo Civico nell'ex convento dei Padri Cappuccini, che raccoglie un'importante pinacoteca (sec. XV-XX), numerosi oggetti d'arte e arredi sacri.§ L'agricoltura produce frutta, uva (produzione vinicola), cereali e patate. Attività manifatturiere sono presenti nei settori alimentare (speck), meccanico e dei lavorati in legno. È sviluppato il comparto agrituristico.

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