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Colónna, Stéfano il Vècchio

uomo d'arme e politico (m. tra il 1348 e il 1350). Conte di Romagna (1290) e senatore di Roma (1292), fu colui che diede origine all'aperta lotta tra i Colonna e Bonifacio VIII, allorché gli rapì il tesoro personale durante il trasporto da Anagni a Roma (maggio 1297). Scomunicato e costretto a sottrarsi all'ira del papa, si rifugiò in Francia dove fu tenuto in gran conto da Filippo il Bello. Reintegrato nei propri diritti da Clemente V, riedificò Palestrina e riprese la lotta prima con i Caetani e poi con gli Orsini (1309). Nel 1310 favorì la discesa in Italia di Enrico VII ed entrò con lui a Roma, ma poco dopo passò dalla parte guelfa divenendo vicario di Roberto d'Angiò. Avversario di Cola di Rienzo e da lui messo anche in carcere (1347), all'età di ottant'anni organizzò contro il tribuno una spedizione di 4000 fanti e 600 cavalieri. Fu però sbaragliato a Porta S. Lorenzo e nella battaglia perdette il figlio Stefano e il nipote Giovanni (1347). Fu amico e ammiratore del Petrarca, il quale compose per lui due sonetti e forse la famosa canzone Spirto gentil, che posteriormente dedicò invece a Cola di Rienzo.

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