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Filippo IV (re di Francia)

re di Francia, detto il Bello (Fontainebleau 1268-1314). Figlio di Filippo III l'Ardito e di Isabella d'Aragona, salì al trono all'età di 17 anni; riprese la guerra contro la casa di Aragona (che si concluse dieci anni più tardi con il Trattato di Anagni, 1295) ed entrò in conflitto con Edoardo I d'Inghilterra che si era alleato con i conti di Fiandra. Le ostilità tra Francia e Inghilterra cessarono con il Trattato di Montreuil (1299). Nel 1297, per punire i Dampierre, alleati degli Inglesi, Filippo IV invase le Fiandre conquistandole e dominandole con gravi abusi di potere, cosa che non cessò mai di fare per procurarsi il danaro necessario alle sue imprese. Con il massacro conosciuto sotto il nome di matines de Bruges, avvenuto nel maggio del 1302, i Fiamminghi trucidarono varie migliaia di Francesi. Filippo IV il Bello ideò una spedizione punitiva, che si risolse l'11 luglio 1302 in un disastro memorabile, poiché il suo esercito fu sconfitto a Courtrai. Solo due anni più tardi, nel 1304, Filippo IV in persona poté prendersi la rivincita con la vittoria di Mons-en-Pucelle, seguita dal Trattato di Athis-sur-Orge (1305) con cui veniva riconosciuta l'indipendenza alle Fiandre mentre la Francia acquisiva il possesso delle città di Béthune, Lilla e Douai. Ancor più impegnativa fu la lotta che Filippo IV condusse contro il papato, nella persona di papa Bonifacio VIII. Lo scontro tra il re e il papa incominciò quando il clero di Aquitania rifiutò ogni sussidio nella lotta contro gli Inglesi. Filippo IV si lagnò aspramente con il papa, il quale replicò con la bolla Clericis Laicos (1296) affermando la superiorità del potere spirituale su quello temporale e comminando scomuniche ai laici che d'autorità pretendessero dal clero il pagamento di imposte. Filippo IV ribatté impedendo l'esportazione dell'oro dalla Francia verso Roma. Nel 1301 il re fece arrestare Bernard Saisset, vescovo di Senlis, legato pontificio, ricevendo con la bolla Ausculta fili un'ammonizione da Bonifacio. Filippo IV rispose convocando (1302) gli Stati Generali (clero, nobiltà e borghesia) nella chiesa di Notre-Dame a Parigi, dove fu letta la dichiarazione di indipendenza della Francia e dei re a cospetto del potere spirituale. Da parte sua Bonifacio, con la famosa bolla Unam sanctam del 1302, riaffermava la concezione del primato della Chiesa sul potere civile. Filippo IV reagì inviando il suo cancelliere Guglielmo di Nogaret a Roma, per catturare, con la complicità di Sciarra Colonna, Bonifacio VIII. Il papa fu sorpreso ad Anagni e, catturato con la violenza, fu infine liberato dopo alcuni giorni di prigionia. Morto Bonifacio VIII, Filippo IV non trovò resistenza nella persona del suo successore Benedetto XI, il quale tolse tutte le scomuniche del suo predecessore. Morto anche Benedetto XI, Filippo IV si adoperò abilmente per far eleggere papa un francese (Clemente V) che nel 1309, assecondando la richiesta del sovrano di Francia, trasferì la Santa Sede ad Avignone. Continuamente costretto a far fronte a ingenti spese, pensò di rifarsi alterando le monete (maltôte), perseguitando (1306 e 1311) gli ebrei e i lombardi (mercanti italiani) e incamerando gran parte dei beni del ricchissimo Ordine dei Templari.