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Cornédo Vicentino

comune in provincia di Vicenza (25 km), 200 m s.m., 23,49 km², 10.566 ab. (cornedesi), patrono: Madonna di Monte Berico (8 settembre).

Centro situato nella media valle del torrente Agno. Appartenne al vescovo di Vicenza e fu feudo della famiglia Zamperetti e dei Trissino. Subì gravi devastazioni durante la guerra tra Venezia e i Visconti e poi durante quella della Lega di Cambrai. Fino al 1928 si chiamò Cornedo.§ Vi sorgono l'elegante villa Trissino (sec. XVI) e la settecentesca villa Brunelli-Bonetti, detta “Veronica”, con due piccole logge nelle ali. L'antica parrocchiale (sec. XVIII) fu sostituita da un nuovo edificio (1966), che conserva un tabernacolo di Niccolò da Cornedo, una pala di G. Buonconsiglio (1497) e un dipinto di A. Maganza. Un'altra opera del Maganza si trova nella chiesa di San Sebastiano, rifatta nel 1885. La chiesa di Sant'Andrea, in località Cereda, conserva un tabernacolo di Niccolò da Cornedo, dipinti delle scuole del Bassano e del Maganza e un altare del Marinali (1726).§ Tradizionale è l'attività della lavorazione del legno e del mobile. Le industrie sono attive nei settori alimentare, edile, conciario, meccanico, elettrotecnico, ottico, dei materiali da costruzione, delle materie plastiche, dei materiali lapidei, dell'abbigliamento, degli strumenti di precisione e della lavorazione dei metalli. L'agricoltura produce cereali, foraggi e uva da vino; si pratica l'allevamento bovino.

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