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Cossoine

comune in provincia di Sassari (50 km), 529 m s.m., 38,83 km², 982 ab. (cossoinesi), patrono: santa Chiara (11 agosto).

Centro del Logudoro, situato sul versante settentrionale del monte su Tanguleri. Sorto in un'area di insediamenti preistorici, nel Medioevo fece parte della curatoria di Cabu Abbas (sec XI), compresa nel Giudicato di Torres, passato nel 1255 ai Doria. Conquistato dagli Aragonesi, fu venduto a Serafino de Montagnana (1436), da cui passò ai De Castelvì (1505) e ad altri feudatari fino al 1839, anno dell'abolizione dei feudi. La parrocchiale di Santa Chiara, edificio tardogotico del sec. XVI, ha un portale riccamente decorato con cornici scolpite e un campanile ottagonale cuspidato. § I principali prodotti dell'agricoltura sono gli ortaggi e l'uva da vino. Si pratica l'allevamento ovino, caprino e bovino. Vi operano aziende alimentari (mulini e salumifici). § Nei dintorni sorge la chiesa tardobizantina di Santa Maria Iscalas (sec. XI), con pianta a croce greca absidata, volte a botte e cupola.