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Costacciaro

comune in provincia di Perugia (60 km), 567 m s.m., 41,30 km², 1289 ab. (costacciaresi), patrono: beato Tommaso (1° settembre).

Centro dell'Eugubino, sul versante sinistro dell'alta valle del fiume Chiascio. Di probabile origine romana, nel Medioevo fu soggetto a Perugia e Gubbio e ai Montefeltro, passando allo Stato Pontificio nel sec. XV. § Il patrimonio monumentale comprende resti della cinta muraria, un imponente torrione difensivo, la torre civica, un frantoio del Seicento e la chiesa trecentesca di San Francesco, con affreschi attribuiti a Matteo da Gualdo. Nei pressi del torrente Scirca vi sono resti di un ponte romano in grossi blocchi di pietra, erroneamente chiamato “ponte etrusco. § L'economia si basa sull'agricoltura, con coltivazioni di olivi, viti, cereali e foraggi per l'allevamento. Vi operano alcune aziende nei settori alimentare, metalmeccanico, dei materiali da costruzione e dell' abbigliamento. Fiorente è il turismo, favorito dal rilevante valore naturalistico dell'area del monte Cucco e dalle grotte carsiche, che attirano numerosi speleologi (Scuola di speleologia e Museo delle Grotte).