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Crane, Hart

poeta statunitense (Garrettsville, Ohio, 1899-Golfo del Messico 1932). Di temperamento instabile ed emotivo, condusse una vita dissipata che aggravò le sue incerte condizioni psichiche tanto da indurlo, di ritorno da un soggiorno in Messico, a gettarsi dalla nave che lo riportava in patria. Aveva pubblicato i suoi primi versi su riviste di prestigio, quali Little Review, The Dial e Seven Arts, intorno al 1917, entrando in contatto con i maggiori esponenti della cultura americana di que gli anni, tra cui A. Tate ed E. Pound. La sua poesia si ricollega da un lato ai grandi modelli dell'Ottocento americano come Melville e Whitman e, dall'altro, alle esperienze del simbolismo francese, soprattutto di Laforgue. In vita, Crane pubblicò un solo volume di versi, White Buildings (1926; Edifici bianchi); la sua fama è legata al poema The Bridge (Il ponte), contenuto nella raccolta postuma Collected Poems (1933). Costruito sul modello di The Waste Land di Eliot, The Bridge trae lo spunto dal ponte di Brooklyn per farne il simbolo e il mito della nuova America, punto d'incontro del presente e del passato. Ricco di emblemi e di immagini, il poemetto, che alterna frammenti epici e lirici, sereni e tumultuosi, lineari e barocchi, segna uno dei momenti più alti del Novecento poetico negli Stati Uniti.