Questo sito contribuisce alla audience di

Hemingway, Ernest

scrittore statunitense (Oak Park, Illinois, 1899-Ketchum, Idaho, 1961). Svolse studi regolari e fu giornalista e corrispondente a Parigi del quotidiano Star di Toronto. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò volontario in un reparto di sanità dell'esercito francese, per passare quindi sul fronte italiano. Viaggiò in Medio Oriente e soggiornò per un certo periodo a Parigi: fu tra gli esponenti più noti e autorevoli della generazione di giovani scrittori e intellettuali americani espatriati in Francia che Gertrude Stein definì “perduta”. Lasciata l'Europa, fece in un secondo tempo ritorno in Spagna dove seguì da vicino lo svolgimento della guerra civile. Il primo genere letterario in cui Hemingway si cimentò fu quello del racconto: agli inizi della sua carriera risale infatti un'interessante raccolta di racconti intitolata In Our Time (1924; Nel nostro tempo), opera indubbiamente giovanile in cui, nonostante la presenza esplicita dell'insegnamento di Ezra Pound, G. Stein e Sherwood Anderson, alla cui produzione Hemingway attinse temi e metodi di composizione, si delinea la tematica caratteristica della sua opera successiva: la figura dell'eroe, provato e intelligente, impegnato in un'operazione continua di confronto con la realtà che lo circonda, in situazione di conflittualità permanente. Agli anni immediatamente successivi risalgono due romanzi: The Sun also Rises (1926; Il sole sorge ancora), noto anche con il titolo Fiesta, e A Farewell to Arms (1929; Addio alle armi), che può essere definito il libro di Caporetto e della guerra italiana. Entrambi affrontano, con modalità diverse, il tema della tragedia dell'uomo deluso e sconfitto dalla realtà che lo circonda, perennemente impegnato in un processo di chiarificazione che lo porta alla lucidità e lo condanna nel contempo alla follia e all'impotenza. Seguirono nel 1927 un secondo volume di racconti, Men without Women (Uomini senza donne), più tardi ripubblicato in un'edizione comprendente anche i primissimi racconti intitolata The First 49 Stories (1938). Tra le opere successive si segnalano Death in the Afternoon (1932; Morte nel pomeriggio), Green Hills of Africa (1935; Verdi colline d'Africa), specie di diario di battute di caccia in Africa, in cui Hemingway coglie l'occasione per esporre le sue teorie critiche sull'opera di alcuni scrittori tra cui M. Twain e H. Melville. Nel 1937 apparve To Have and to Have Not (Avere e non avere), seguito nel 1940 da For Whom the Bell Tolls (Per chi suona la campana), romanzo ambientato in Spagna durante la guerra civile, che riprende il motivo della contrapposizione tra la vitalità dell'uomo “primitivo” sano e incorrotto e la stanchezza e l'esaurimento del protagonista, eroe “borghese” americano, svolto da Hemingway nella produzione anteriore. L'ultima opera, che valse a Hemingway il premio Nobel nel 1954, è The Old Man and the Sea (Il vecchio e il mare), romanzo che chiude il ciclo della narrativa hemingwayana e, circolarmente, rimanda all'impostazione tematica dei primi racconti: l'uomo a confronto con il paesaggio naturale, la lotta, destinata al fallimento, tra l'individuo e le forze della natura che l'uomo non è in grado di controllare. Le implicazioni metafisiche del discorso, rese forse troppo esplicite in quest'ultima opera, indicano in fondo l'esaurirsi di un'ispirazione che aveva invece precedentemente raggiunto momenti di grande intensità e felice resa formale. Né molto aggiungono alla sua grandezza le opere pubblicate postume: A Moveable Feast (1964; Festa mobile), con le sue reminiscenze, spesso malevole, di amici e colleghi, il romanzo Islands in the Stream (1970; Isole nella corrente) e alcuni racconti inediti inseriti in The Nick Adams Stories (1972). Che la vena di Hemingway fosse esaurita e sfiorasse la maniera era del resto apparso evidente già con il romanzo Across the River and into the Trees (1950; Di là dal fiume e tra gli alberi). La pubblicazione postuma, nel 1998, della novella The God Lion mostra comunque la grande capacità artistica di Hemingway, che riusciva a scrivere addirittura favole per bambini. Roventi polemiche ha suscitato la pubblicazione, da parte del figlio Patrick, di True at First Light (1999; Vero all'alba), diario scritto da Hemingway in occasione del suo secondo safari in Kenya nell'inverno del 1953. Ampia popolarità arrise allo scrittore anche dalla trasposizione cinematografica di molti suoi romanzi e racconti (Per chi suona la campana, 1943, regia di S. Wood; Addio alle armi, 1932, di F. Borzage; Il vecchio e il mare, 1958, di J. Sturges).

Bibliografia

C. H. Baker, Hemingway, scrittore artista, Parma, 1954; H. Levin, Context of Criticism, Cambridge, 1957; A. Arkonowitz, Hemingway: The Life and Death of Man, New York, 1961; R. Asselineau, The Literary Reputation of Hemingway in Europe, Parigi-New York, 1965; E. Cecchin, Invito alla lettura di Ernest Hemingway, Milano, 1991.