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Dauthendey, Max

scrittore tedesco (Würzburg 1867-Malang, Giava, 1918). Fu amico di Dehmel e di George e viaggiò per i cinque continenti, riportando profonde impressioni soprattutto dalla vita e dall'arte dell'Estremo Oriente. Definito da Dehmel “rapsodo della beata esuberanza”, Dauthendey subisce l'influenza determinante della pittura impressionistica ed è erede del mito sinestetico romantico. Le sue novelle, tra cui Lingam (1909) e Die acht Gesichter am Biwasee (1911; Le otto visioni sul lago di Biwa), sono permeate dalla nostalgia di un utopico stato di natura e ambientate per lo più in un trasfigurato Oriente. Dauthendey è autore anche di varie raccolte di poesie dalla vena troppo facile e incontrollata e di varie cronache di viaggio.

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