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Einàudi

casa editrice fondata nel 1933 da Giulio Einaudi (Torino 1912-Roma 1999). Dopo un periodo iniziale segnato dall'influenza di Luigi Einaudi, padre di Giulio, con prevalenza assoluta di opere e studi di economia e sociologia, a partire dal 1935 (anche per merito di L. Ginzburg e di C. Pavese, che furono, con I. Calvino ed E. Vittorini, tra i più importanti collaboratori della casa editrice), le edizioni Einaudi incominciarono ad assumere la loro attuale fisionomia: collane di narrativa con largo spazio ad autori nuovi e testi sperimentali, collane di saggistica tra le più avanzate dell'editoria italiana. Alcune delle collane einaudiane, per esempio “I coralli” e “I gettoni” (ideata e diretta da Vittorini) per la narrativa e, più ancora, quelle dei “Saggi” e delle “Biblioteche di cultura”, rappresentano proposte editoriali tra le più significative della cultura italiana contemporanea. A metà degli anni Ottanta del sec. XX, la casa editrice ha attraversato una profonda crisi, risolta con il passaggio della maggioranza azionaria alla Elemond, società costituita dalla Electa e dalla Mondadori. Tra le successive iniziative da segnalare la "Biblioteca italiana della Pléiade" (1992), in collaborazione con la francese Gallimard, e, nell'ambito di una diversificazione della propria politica editoriale, l'inaugurazione di una nuova collana economica, "Stile Libero", espressamente dedicata al pubblico giovanile. Nel 1998 la casa editrice ha acquisito le Edizioni di Comunità, ideate da Adriano Olivetti negli anni Cinquanta, pubblicandole con una veste editoriale nuova e integrando il vecchio catalogo con quello della collana storica di Einaudi “Gli Struzzi”.

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