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Ende, Michael

scrittore tedesco (Garmisch 1929-Fielderstadt, Stoccarda, 1995). Autore di libri per l'infanzia e di favole; la sua opera, che trova notevoli riscontri anche nel mondo degli adulti, è un atto d'accusa contro intellettualismo e tecnocrazia, e una rivalutazione del regno della fantasia. La prima opera di grande risonanza è stata Momo (1973), storia di una bambina in lotta con i Signori Grigi che invitano la gente a investire il loro tempo in banca, rendendo però la gente stessa frettolosa e priva di valori. Nel libro seguente di grande successo, (grazie anche alla versione cinematografica) Die unendliche Geschichte (1981; La storia infinita), si narra l'avventura di un ragazzo che rimane imprigionato nella vicenda del volume che sta leggendo, visto come mezzo di fuga dalla realtà, evasione non più solamente metaforica e rivincita di un altro mondo sui limiti imposti al pensiero. A tre anni di distanza sono usciti i racconti surrealisti di Der Spiegel im Spiegel (Lo specchio nello specchio), nel 1986 la raccolta di canti e ballate Trödelmarkt der Träume (Il mercatino dei sogni) e nel 1990 Der Wunschpunsch (La notte dei desideri), una fiaba ecologista dove due animali, un corvo e un gatto, combattono contro il demonio (personificazione dell'industria e del potere economico) per salvare la terra dalla catastrofe ambientale. Tra le sue ultime opere di narrativa si ricordano Der lange Weg nach Santa Cruz (1992; Il lungo cammino verso Santa Cruz), Das Gefängnis der Freiheit (1992; La prigione della libertà) e il volume di appunti Zettelkasten (1994; Schedario) in cui reclama per sé l'eredità dei “romantici tedeschi” definendosi un discepolo di Novalis. In collaborazione con Wilfried Hiller, per il quale aveva già composto il libretto di Goggolori, eine bairische Mär in acht Bildern und einem Epilog (1985; Goggolori, una favola bavarese in otto scene e un epilogo), ha scritto Der Rattenfänger. Ein Hamelner Totentanz (1993; Il cacciatore di topi. Danza macabra di Hameln), opera lirica a metà strada tra mito e attualità, che ha suscitato un grande interesse. Definito “ultimo tra i romantici tedeschi”, per il quale la poesia non è “solo un mezzo per cambiare il mondo”, bensì un “pezzo di mondo migliore”, Ende ha lasciato della sua produzione degli anni Cinquanta solo alcuni frammenti di racconti significativi, tra cui il romanzo incompiuto Der Niemandsgarten (1959; Il giardino di nessuno), nel quale si preannunciano i temi de La storia infinita e di Momo. Del lascito di Ende, nel 1999, sono stati pubblicati Die Zauberschule im Wünschelreich (La scuola di magia nel regno dei desideri), libro per ragazzi scritto insieme a Katrin Teuber e la miscellanea di aforismi, testi teatrali e in prosa, radiodrammi, indovinelli e lettere, che ha preso il titolo dal romanzo incompiuto del 1959.

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