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Novalis

pseudonimo del poeta tedesco Friedrich von Hardenberg (Wiederstedt, Mansfeld, 1772-Weissenfels 1801). Studiò a Jena (1790), subendo l'influenza di F. Schiller, poi a Lipsia (1791), dove conobbe Fichte e strinse amicizia con F. Schlegel, e a Wittenberg (1793). Nel 1795 si fidanzò con la tredicenne Sophie von Kühn (morta tisica nel 1797). Nel 1797 entrò nell'Accademia mineraria di Freiberg (Sassonia), sulle tracce della professione del padre, ispettore di saline, e per un autentico interesse scientifico, che lo portò alla carica di assessore delle saline di Weissenfels. Morì di tisi. È il principale rappresentante del romanticismo di Jena. L'esperienza mistica dell'amore per Sophie e della morte di questa è il centro propulsore della poesia e della prosa di Novalis, fichtiano e cristiano. La fanciulla, sublimata in simbolo di Cristo, della Sapienza e della Madre Terra, anima i tre regni della Natura e le tenebre della Notte, che è madre e amante insieme, ed è celebrata nelle 6 Hymnen an die Nacht (1797-99; Inni alla notte). Misti di prosa ritmica e di versi, essi sono un testo chiave del romanticismo tedesco, oltre che dell'idealismo magico di Novalis, convinto che conferendo al “finito” uno splendore “infinito”, cioè “romantizzando” il mondo, se ne afferri anche il significato originario, poiché l'universo stesso è scrittura poetica e messaggio mistico alla coscienza del “mediatore”: mediatori sono per Novalis il sacerdote, lo scienziato e specialmente l'artista, che li riassume in sé. Nel romanzo frammento Die Lehrlinge zu Sais (1798; I discepoli di Sais) i dialoghi fra un gruppo di soavi neoplatonici studiosi della Natura culminano nella fiaba filosofica Hyazinth und Rosenblütchen (Giacinto e Fiorellin di Rosa), la prima fiaba del romanticismo, in cui il giovane, simbolo dello Spirito, abbandona per avidità di nuove scoperte la fanciulla amata, simbolo della Natura, cui ritornerà senza saperlo alla fine del cammino. Anche il saggio Die Christenheit oder Europa (1799), pubblicato postumo nel 1826, si può considerare il manifesto della conversione dei romantici ai valori del cattolicesimo. La felice unità dell'Europa medievale fondata sul cristianesimo fu spezzata da Lutero, intellettuale antesignano dell'arido illuminismo e quindi della Rivoluzione francese, ma potrà ripristinarsi in un rinato senso del miracolo. Ispirato a questo sogno regressivo del Medioevo è anche il Bildungsroman incompiuto Heinrich von Ofterdingen (1798-1801; Enrico di Ofterdingen), contraltare romantico al Guglielmo Meister di Goethe, in quanto il protagonista, ispirato dal magico fiore azzurro, simbolo della poesia, e dal maestro Klingsor (in cui viene adombrata la figura di Goethe artista), persegue non un ideale di autorealizzazione pratica, bensì la poesia “universale-progressiva”, in cui risolvere tutti i conflitti del mondo.

Bibliografia

J. Roos, Aspects littéraires du mystucisme philosophique au début du Romantisme. Blake, Novalis, Ballanche, Strasburgo 1951. L. Mittner, Ambivalenze romantiche, Messina-Firenze, 1954; C. Grünanger, in Scritti minori di letteratura tedesca, Brescia, 1962; F. Hichel, Novalis, deutscher Dichter, europäischer Denker, christlicher Seher, Berna, 1972; L. Pareyson, Il poeta e la morte in Novalis, in “Rivista di estetica”, 17, 1972; G. Moretti, L'estetica di Novalis, Torino, 1991.

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