Questo sito contribuisce alla audience di

Enrico IV (imperatore)

imperatore (? 1050-Liegi 1106). Figlio di Enrico III, gli succedette ancora bambino (1056) sotto la reggenza della madre Agnese di Poitiers e dell'arcivescovo di Colonia, cui si associò l'arcivescovo di Brema, Adalberto. Nel 1065, Enrico IV fu proclamato maggiorenne e qualche anno dopo dovette combattere contro i duchi bavaresi e sassoni in rivolta, riuscendo a sottometterli con la vittoria di Homburg (1075). In questi anni, frattanto, mutamenti fondamentali investirono le strutture della Chiesa. Nel 1075 un documento pontificio, il Dictatus Papae, proclamò la supremazia del pontefice su ogni altro sovrano, compreso l'imperatore, e sancì il potere del papa di giudicare e deporre sia i sovrani sia i vescovi. Il Sinodo di Roma del 1075 vietò inoltre qualsiasi investitura ecclesiastica da parte laica. Poiché Enrico IV continuava a conferire direttamente cariche ecclesiastiche, fu minacciato di scomunica dal papa. A questa presa di posizione Enrico IV rispose con la convocazione del Sinodo di Worms, in cui con l'appoggio dei vescovi tedeschi dichiarò decaduto Gregorio VII (gennaio 1076). La reazione del pontefice fu immediata; convocò un concilio lateranense quello stesso anno e depose e scomunicò l'imperatore, sciogliendo i sudditi da ogni vincolo di sudditanza. Enrico IV, che vide messo in pericolo il suo potere anche dalle deliberazioni della Dieta di Trebur (ottobre 1076), con le quali i principi tedeschi concedevano all'imperatore un anno di tempo per ottenere la revoca della scomunica, pena la deposizione, si trovò nelle condizioni di dover uscire a qualsiasi prezzo da quella difficile situazione. Sceso in Italia (25-28 gennaio 1077) si recò in veste di penitente a Canossa, dove il papa si trovava ospite della contessa Matilde. Dopo tre giorni di attesa davanti al castello di Canossa fu ricevuto da Gregorio VII che acconsentì a togliergli la scomunica e a reintegrarlo nei poteri imperiali a condizione che ottenesse il consenso dei principi tedeschi. Questi si opposero alla decisione e elessero re Rodolfo di Svevia. Sconfitto e ucciso Rodolfo (battaglia di Hohenmölsen, 1080), Enrico IV, colpito da una nuova scomunica, fece deporre Gregorio VII e eleggere in sua vece Guiberto, arcivescovo di Ravenna, che prese il nome di Clemente III. Scese quindi di nuovo in Italia e giunse fino a Roma dove assediò Gregorio VII che si era rifugiato in Castel Sant'Angelo e aveva sollecitato l'intervento di Roberto il Guiscardo. A Roma (1084) Enrico IV fu incoronato imperatore dall'antipapa Clemente III. L'arrivo di Roberto il Guiscardo con un forte esercito costrinse l'imperatore a ritornare in Germania. Anche Gregorio VII dovette abbandonare la città, saccheggiata dai Normanni. Il successore, il francese Urbano II (1088-99) ne riprese la politica e nel Concilio di Clermont-Ferrand (1095) ribadì il divieto delle investiture ecclesiastiche da parte dei laici. L'imperatore affrontò ancora una volta una spedizione in Italia (1090-97) anche per contrastare la lega delle città lombarde che avevano proclamato re d'Italia suo figlio Corrado, schieratosi dalla parte del pontefice. La reazione di Enrico IV, ritornato in Germania, si concretizzò nella deposizione di Corrado, sostituito dal secondogenito Enrico (1099), a lui devoto. Ma anche quest'ultimo si ribellò al padre, lo fece prigioniero e lo obbligò ad abdicare. Enrico IV riacquistò tuttavia la libertà e si rifugiò a Liegi, dove morì. Suo figlio non consentì che fosse sepolto in terra consacrata.

Bibliografia

B. Schmeidler, Heinrich IV und seine Helfer im Investiturstreit, 1927; J. Haller, Das papsttum, 1951; E. Giannetti, L'umiliazione di Canossa: mito e realtà, Roma, 1981.