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Enteropnèusti

sm. pl. [sec. XX; da entero-+greco pnéustēs, da pnéō, soffiare]. Classe (Enteropneusta) di Emicordati che comprende animali invertebrati dal corpo vermiforme che può superare la lunghezza di 2 m. Gli Enteropneusti hanno il corpo rivestito da un'epidermide ciliata e diviso in protosoma o proboscide, a forma ovale, utilizzato per scavare gallerie nella sabbia; in mesosoma o colletto, di ridotte dimensioni; in metasoma o tronco, che è la parte più sviluppata e che può essere suddivisa nelle regioni branchiale, genitale e addominale. L'apparato digerente inizia con un'apertura boccale tra la proboscide e il colletto e termina con un'apertura anale all'estremità del tronco; il sistema nervoso intraepidermico è costituito principalmente da un anello periesofageo con un cordone dorsale e uno ventrale; l'apparato circolatorio comprende una vescicola localizzata nella proboscide e due vasi, uno dorsale e uno ventrale. Presentano sessi separati senza dimorfismo sessuale evidente e le gonadi si trovano nella parte anteriore del corpo; lo sviluppo può essere diretto oppure indiretto con una larva planctonica detta tornaria caratterizzata da una serie di bande ciliate. Nelle specie a sviluppo diretto è comunque presente uno stadio pelagico ciliato di breve durata (un giorno o poco più) che perde rapidamente la ciliatura per posarsi sul fondo. Sono marini, bentonici, vivono nel fango a profondità poco elevate e si nutrono di sostanze organiche che estraggono dal fango che viene ingerito in grande quantità. Comprendono pochi generi fra cui Balanoglossus e Glossobalanus e vengono suddivisi nelle tre famiglie Protoglossidi, Spengelidi e Pticoderidi.

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