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Ezzelino III da Romano

signore di Verona, Vicenza e Padova (Onara 1194-Soncino 1259). Figlio di Ezzelino II detto il Monaco e di Adelaide dei conti di Mangona, ereditò dal padre la Marca Trevigiana (1223) e con le armi e con la diplomazia riuscì ad affermarsi a Verona (1226) di cui, con l'aiuto dei Montecchi e sopraffacendo i conti di Sambonifacio, si fece eleggere podestà. Nella lotta tra Federico II di Svevia e i Comuni si schierò dapprima con questi ultimi, poi, perduta nel 1230 Verona, passò dalla parte dell'imperatore, riottenendo con il suo aiuto la città (1232) ed estendendo i suoi domini a Vicenza (1236), Padova (1237), Feltre e Belluno. Nel 1238 Federico II suggellò l'alleanza con Ezzelino III, dandogli in sposa la figlia naturale Selvaggia. In pochi anni, con abilità, Ezzelino III riuscì a crearsi una signoria che si estendeva a gran parte della Valle Padana orientale. Nonostante la morte di Federico II, la posizione di Ezzelino III rimase salda anche grazie all'alleanza con Oberto Pelavicino, il più potente signore di Lombardia; ma poi, colpito da scomunica (1254), attaccato da Venezia, Bologna, Mantova e dagli Estensi, mentre scoppiavano ribellioni nei suoi domini e lo stesso Pelavicino lo abbandonava passando ai guelfi, finì col rimanere isolato. In un vano tentativo contro Milano, fu vinto a Cassano (27 settembre 1259), ferito e catturato; tradotto a Soncino, si lasciò morire dissanguato. Aveva sposato, prima di Selvaggia, Zelia di Sambonifacio e in terze nozze Beatrice di Castelnuovo, da nessuna delle quali ebbe figli. Lasciò la fama di efferato tiranno, di cui vi è un'eco in Dante (Inferno, XII, 100-101).