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Falièro, Marino

doge di Venezia (1274-1355). Fu eletto doge nel settembre 1354. Avendo poco dopo i Veneziani subito contro i Genovesi una sconfitta (Portolungo, novembre 1354), a Venezia l'aristocrazia dominante fu oggetto del risentimento popolare e una parte di essa prese in odio Faliero. Offeso pubblicamente durante un ricevimento da un patrizio, Michele Steno, che subì una pena mitissima, il doge volle vendicarsi dell'offensore e del patriziato, che evidentemente lo aveva appoggiato, e ordì una congiura, che doveva sterminare il fior fiore del patriziato e, con l'appoggio del popolo, mutare radicalmente le istituzioni della Repubblica trasformandola in signoria. Ma, per la delazione di uno dei congiurati, Faliero fu arrestato alla vigilia dell'attentato e, dopo un processo sommario, decapitato. Alla figura del doge s'ispirarono parecchie opere letterarie (tra cui il dramma Marino Faliero doge of Venice di G. Byron, 1821, e il dramma Marino Faliero di C. Delavigne, 1829) e il melodramma Marin Faliero di G. Donizetti (1835).

Bibliografia

R. Cessi, Storia della Repubblica di Venezia, Milano, 1942; V. Lazzarini, Marin Faliero avanti il dogato, la congiura, appendici, Firenze, 1963; G. Cracco, Un altro mondo. Venezia nel Medioevo, Torino, 1986.

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