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Famagósta (città)

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Generalità

Città (22.216 ab., stima 1994) di Cipro, fino al 1974 capoluogo del distretto omonimo, situata sulla costa orientale dell'isola, nella baia di Famagosta, 60 km a ESE di Nicosia. Costituita da una parte ancora fortificata, in prevalenza abitata da Turchi, e dal sobborgo di Varosha, antico ghetto dei Greco-ciprioti, è un attivo centro portuale. In greco, Ammóchōstos; in turco, Mağusa o Magosa; in inglese, Famagusta.

Storia

Fondata nel sec. III a. C. da Tolomeo II Filadelfo con il nome di Arsinoe, ebbe la sua prima fioritura in epoca bizantina, col nome di Nea Iustinianì. Passò poi sotto il dominio dei Lusignano (1291), di Genova (1373) e di Venezia. Assediata dai Turchi, capitolò nell'agosto 1571 dopo una strenua resistenza. Nel 1878 fu ceduta, con l'isola, alla Gran Bretagna.

Arte

Monumento importantissimo è la cattedrale di S. Nicola (trasformata in moschea nel sec. XVI), che venne eretta nella prima metà del Trecento dagli abitanti greci della città nello stile gotico della Champagne preferito dai dominatori francesi di Cipro. Numerose chiese gotiche di stile francese, ora per lo più in rovina, vennero costruite tra il 1291 (quando Famagosta divenne capitale dell'isola) e il 1372 (quando passò ai Genovesi). Si ricordano S. Giorgio dei Latini (fine sec. XIII); S. Giorgio dei Greci (sec. XIV); la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, internamente rivestita di affreschi italianeggianti (sec. XIV); quella nestoriana di S. Giorgio (sec. XIV); S. Anna, a una navata, con affreschi italo-bizantini dei sec. XV-XVI; il Carmine; S. Francesco. Le mura della città (ca. 1300) e la cittadella, eretta da Enrico II di Lusignano, vennero restaurate e rafforzate alla fine del sec. XV dai Veneziani. Nel sec. XVI Famagosta, divenuta il centro della resistenza contro i Turchi, fu difesa da imponenti bastioni, in parte opera di G. G. Sanmicheli. In epoca ottomana furono costruiti edifici religiosi (moschee, medrese), e vennero trasformate in moschee numerose chiese.

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