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Ficarra

comune in provincia di Messina (104 km), 450 m s.m., 18,62 km², 1803 ab. (ficarresi), patrono: Maria Santissima Annunziata (25 marzo e 3-5 agosto).

Centro dei monti Nebrodinordorientali, disteso sulla dorsale collinare che separa le valli delle fiumare di Naso e di Brolo. Sito di una fortezza saracena (da cui probabilmente il nome Fakar), nel 1198 è citato nel registro della chiesa di Messina. Il feudo fu poi disputato tra diverse famiglie. Appartenne, tra gli altri, ai Lanza e, infine, ai Longarino sino al 1812. § La chiesa madre, dedicata alla Santissima Annunziata, ha facciata settecentesca. Conserva pregevoli opere, tra cui un grande polittico (sec. XV-XVI) iniziato da Antonello da Messina e continuato dalla sua scuola, un ciborio marmoreo e alcune statue dei Gagini, tra le quali spicca quella raffigurante l'Annunziata (1544). Un'altra statua in marmo gaginesca è nella piccola chiesa benedettina della Badia, non lontano dalla quale sono i resti del convento dei Frati Minori Osservanti (sec. XVI). È notevole l'ottocentesco palazzo baronale Milio-Ficarra. Dominano l'abitato le rovine del castello medievale. § I principali prodotti dell'agricoltura sono gli agrumi, le olive e l'uva da vino. È diffuso l'allevamento ovino e caprino.