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hegelismo

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Lessico

sm. [dal nome di G. W. F. Hegel].

1) Il pensiero, la dottrina o il complesso delle dottrine del filosofo tedesco G. W. F. Hegel (1770-1831).

2) Dottrina filosofica che si ispira alle teorie hegeliane.

Filosofia

La dialettica hegeliana, identificando religione e filosofia, razionalità e realtà storica, aveva creato sui problemi religiosi e politici un precario equilibrio, che non tardò a incrinarsi, specie dopo la morte di Hegel, con la scissione della scuola hegeliana in due opposte correnti, definite da D. F. Strauss Sinistra e Destra. La Destra, rappresentata da K. F. Göschel, G. A. Gabler, C. H. Weisse, si fece, sul piano religioso, sostenitrice della conciliabilità fra religione e filosofia e giunse anzi a servirsi del sistema hegeliano per giustificare razionalmente i principali dogmi del cristianesimo, mentre sul piano politico assunse posizioni largamente conservatrici. La Sinistra invece, sottolineando della dialettica hegeliana il momento della negazione, interpretò la filosofia come negazione della religione e assunse sul piano politico posizioni per lo più progressiste. I rappresentanti della Sinistra furono A. Ruge, D. F. Strauss, B. Bauerche aveva in un primo tempo appartenuto alla Destra), M. Stirner e L. Feuerbach. Una posizione di Centro può essere considerata quella di K. L. Michelet, K. Rosenkranz e K. Fischer. La polemica tra le due correnti ebbe inizio con un ampio dibattito, iniziato da F. Richter nel 1833, con la negazione dell'immortalità dell'anima, cui fece seguito una serie di scritti polemici di Conradi, Göschel, Erdmann, Michelet. Il libro che doveva tuttavia suscitare la più aspra polemica fu la Vita di Gesù (1835) di Strauss, in cui, senza pervenire alla negazione della fede, si riduce però il racconto evangelico a mito: scompare perciò il Gesù della storia per rimanere solo il Cristo della fede e ogni pretesa di dimostrazione storica o razionale della fede si rivela illusoria. La pubblicazione nel 1841 dell'Essenza del cristianesimo di Feuerbach costituì la definitiva rottura con ogni forma di conciliazione tra religione e filosofia e l'affermazione di un aperto ateismo. La negazione di Dio operata da Feuerbach resta però all'interno di una prospettiva teologica, seppur rovesciata: questo il senso della critica che Stirner gli muove con la pubblicazione nel 1845 dell'Unico. Dio non va sostituito con un altro dio, cioè la feuerbachiana umanità, ma risolto nell'Io, nell'Unico, che sul nulla fonda il Proprio destino. Il cammino della Sinistra era in certo senso concluso. Tuttavia la critica alla conciliazione di religione e filosofia conteneva in nuce una presa di posizione contro la dialettica hegeliana e contro il panlogismo. L'affermazione della coincidenza di reale e di razionale può essere usata sia in chiave reazionaria, dove s'intenda reale come equivalente di esistente, sia in chiave rivoluzionaria, dove si neghi questa identità e si veda nella trasformazione dell'esistente in qualcosa di pienamente reale, e cioè razionale, il compito della storia. Questa posizione, la cui portata politica è evidente, sarà quella a cui K. Marx e F. Engels perverranno, radicalizzando i temi della Sinistra. Giova infatti ricordare che la loro posizione trae ispirazione proprio dalla Sinistra. La stessa opposizione tra Destra e Sinistra aveva avuto luogo su un terreno non sempre squisitamente filosofico. La Destra, composta per lo più da professori universitari, aveva continuato la politica di Hegel e si era identificata con il potere, la Sinistra, composta da studiosi tutti respinti dall'ambiente accademico, si era invece per lo più unita ai sostenitori della democrazia e del socialismo. Questa posizione politica doveva tuttavia rivelare la propria insufficienza teorica nel confronto con la nuova formulazione del comunismo proposta da Marx.