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Filangièri

nobile famiglia di origine normanna, stabilitasi in Italia verso la metà del sec. XI con un Angerio, i cui successori (filii Angeri) avrebbero dato il nome alla casata. Tra i suoi membri più illustri: Riccardo (sec. XIII) fu maresciallo dell'impero e bailo di Cipro e Gerusalemme dal 1232 al 1242. Cadde in disgrazia di Federico II per la perdita di Tiro e, dopo aver patito la prigionia con la famiglia, fu costretto all'esilio. Aldino (sec. XIII) divenne signore del territorio di Candida nel 1269 e da lui trasse origine il ramo della famiglia di tale titolo. Giovanni (sec. XV), valoroso capitano al servizio di Giovanni di Aragona, fu governatore di Cipro e senatore romano. Giovanni di Candida (sec. XV), al servizio di Carlo il Temerario e dell'imperatore Massimiliano, esplicò varie missioni diplomatiche a Venezia, a Napoli e a Roma. Passò poi alle dipendenze di Luigi XII e anche per lui fu spesso in Italia. Fu buon incisore di medaglie e autore di una storia di Francia. Alessandro (sec. XVII), principe di Cutò, fu deputato del regno di Sicilia, capitano di giustizia di Palermo (1697), pretore (1703) e vicario generale del regno (1706). Antonio (sec. XVII), principe di Mirto e capitano di giustizia a Palermo (1685-86), ottenne il grandato di Spagna nel 1699. Serafino (1713-1782), arcivescovo di Napoli e di Palermo, fu viceré di Sicilia dal 1773 al 1775. Alessandro, principe di Cutò, fu viceré dal 1803 al 1806. La famiglia fu inoltre illustrata da Gaetano, famoso pensatore politico, e da suo figlio Carlo, generale.

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