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Francòforte, Scuòla di-

indirizzo di pensiero costituitosi in Germania nella prima metà del Novecento a opera di un gruppo di filosofi riuniti attorno all'Institut für Sozialforschung di Francoforte sul Meno. Sullo sfondo della crisi del marxismo, dei processi di industrializzazione e burocratizzazione delle società occidentali e delle minacce totalitarie rappresentate dai regimi fascisti e dallo stalinismo, a partire dagli anni Trenta gli esponenti della Scuola di Francoforte sviluppavano un coraggioso e polemico programma di ricerca che sfociava nella definizione di una “teoria critica” della società, sensibile a temi di matrice filosofica (da Hegel e Nietzsche al giovane Marx) e psicoanalitica, con particolare interesse per la critica freudiana della civiltà. Soprattutto con M. Horkheimer, direttore dell'Istituto, e Th. Adorno, la Scuola diventava uno dei punti di riferimento del dibattito critico del secondo cinquantennio del sec. XX. Attorno a essa gravitavano figure del tutto centrali della cultura tedesca del Novecento: W. Benjamin, H. Marcuse, E. Fromm e, successivamente, J. Habermas. Con la vittoria del nazismo in Germania, la Scuola e i suoi maggiori esponenti si trasferirono prima a Parigi, poi negli Stati Uniti, dove nel 1936 uscì Studien über Autorität und Familie (Studi su autorità e famiglia), volume collettaneo, frutto di un'ampia ricerca. Dall'esilio proseguì la ricognizione critica, e talvolta “apocalittica”, sui destini delle società industriali, influenzando fra l'altro la cultura rivoluzionaria della fine degli anni Sessanta.

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