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Gèsico

comune in provincia di Cagliari (52 km), 300 m s.m., 25,56 km², 988 ab. (gesichesi), patrono: santa Giusta (14 maggio).

Centro della Trexenta, situato nella valle del torrente Sipiu. Nel Medioevo fece parte della curatoria di Siurgus, compresa nel Giudicato di Cagliari (sec. XI); nel 1258 passò ai Della Gherardesca e, agli inizi del Trecento, ai pisani. Durante le dominazioni aragonese (sec. XIV-XV) e spagnola (sec. XV-XVII) fu infeudato a diversi signori; dopo il passaggio ai Savoia, nel 1720, appartenne al Marchesato di San Tommaso e passò al demanio nel 1839, con l'abolizione dei feudi. La chiesetta di Sant'Amatore (sec. XII) conserva un sarcofago di marmo con le reliquie del santo. Nei dintorni si trova il maestoso nuraghe Piscu. § L'economia si basa sull'agricoltura, che produce cereali, olive e uva, e sull'allevamento di ovini e caprini, favorito dagli estesi pascoli, e di lumache.