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Gherardésca

nobile famiglia di origine longobarda, che una tradizione fa discendere da San Walfrido (m. ca. 765), cugino dei re Rachi e Astolfo, fondatore del monastero di S. Pietro in Palazzuolo (754). Nel sec. X si ricordano Gherardo (m. 990), signore della Gherardesca e di Donoratico, e Tedicio, nominato nel 998 conte di Volterra. In continua lotta col vescovo e col comune di Volterra, i Gherardesca si trasferirono a Pisa dove nel 1190 un Tedicio fu nominato podestà. All'epoca di Federico II i Gherardesca furono in Pisa gli esponenti della parte ghibellina, contro i Visconti guelfi. Gherardo combatté a Montaperti (1260) e seguì poi Corradino condividendone la sorte (1268). I Gherardesca presero parte alle lotte contro Genova e in Sardegna Ugolino ottenne un sesto del Giudicato di Cagliari. Gaddo (m. 1320) partecipò alla cacciata di Uguccione della Faggiuola, fu capitano (1316), poi gonfaloniere (1319) e governò appoggiandosi al popolo e distinguendosi per moderazione e giustizia. Ranieri, che governò dal 1320, rese più dura la signoria. Con un altro Ranieri (1341-47) terminò il periodo aureo della famiglia, che nel corso dei secoli si suddivise in diversi rami, uno dei quali si stabilì dal sec. XVI a Firenze.

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