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Gòlem

(dall'ebraico talmudico gōlem, materia senz'anima), essere informe, a cui (secondo una nota leggenda fiorita fra i Giudei dell'Europa orientale) veniva infusa l'anima applicandogli sulla fronte una frase della Bibbia. Così vivificato, si voleva che difendesse i Giudei dalle ricorrenti persecuzioni. A Praga si ammirava una statua del Golem in argilla. Lo strano personaggio fu argomento di un romanzo di successo (Der Golem) dello scrittore viennese G. Meyrink (1868-1932) e di vari film, tra i quali vanno ricordati le due versioni dirette dal tedesco P. Wegener nel 1914 (con lo sceneggiatore H. Galeen) e nel 1920, quelli di J. Duvivier del 1935 e del cecoslovacco M. Frič presentato nel 1951 col titolo L'imperatore della città d'oro.

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