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Gallétti, Alfrédo

critico e storico della letteratura italiano (Cremona 1872-Milano 1962). Fu titolare della cattedra di lingua e letteratura italiana a Genova, a Bologna e a Milano. Anticrociano e antidealista, ebbe una posizione polemica nei riguardi del romanticismo germanico, al quale contrappose un romanticismo “latino”, rimanendo ancorato a un gusto retorico classicheggiante. Tali posizioni lo resero particolarmente ostile anche ai valori e alle proposte della letteratura del Novecento. È indicativo, a questo proposito, il volume Novecento (1935), nel quale disconosce Pirandello e i movimenti d'avanguardia, come l'ermetismo e il futurismo. Tra i suoi studi: La poesia e l'arte di G. Pascoli (1918), A. Manzoni. Il pensatore e il poeta (1927), L'opera di Carducci (1929).