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Gallodòro

comune in provincia di Messina (47 km), 388 m s.m., 6,90 km², 409 ab. (gallodoresi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto) e san Teodoro (9 settembre).

Centro dei monti Peloritanimeridionali, arroccato alla sinistra del torrente Letojanni, non distante dalla costa ionica. Il borgo, già compreso nel territorio di Taormina, nel 1632 fu acquistato dai Reitano; passò poi ai Vigos. Il toponimo deriva da Vallis Aurea (dai giacimenti auriferi che esistevano nel territorio).§ Nella parrocchiale dell'Assunta (sec. XIV, ma ampiamente rimaneggiata) è un pregevole gonfalone processionale in legno del sec. XVI, ornato sul fronte da una Madonna col Bambino e sul retro da una Crocifissione, della scuola di Antonello da Messina. La chiesa di Santa Maria Maddalena è di origine bizantina.§ I principali prodotti dell'agricoltura sono l'uva da vino, le olive e gli agrumi. È diffuso l'allevamento ovino e caprino.

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