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Giòbbe

personaggio principale dell'omonimo libro sapienziale dell'Antico Testamento, complesso sia a causa della lingua, ricca di termini altrimenti sconosciuti, sia a causa della tematica che non è stata ancora chiaramente identificata. Secondo la maggioranza dei critici, il libro tratta del giusto sofferente e della giustizia divina; secondo altri, tema centrale è quello del comportamento da assumere nella sofferenza, ovvero se sia possibile credere in Dio o continuare a credere in un mondo retto dall'ingiustizia. La divisione principale del libro è tra cornice (capitoli 1-2 e 42,7 e seguenti) e corpo (capitoli 3,1- 42,6). Nella cornice si ha il resoconto della pietà e del benessere del protagonista, l'arrivo in cielo di Satana (immaginato più come una specie di pubblico ministero celeste che come “diavolo” nel senso posteriore) che mette in dubbio il carattere disinteressato di Giobbe e invita Dio a metterlo alla prova: con la perdita dei beni, dei parenti e della salute, la sua pietà sarebbe anch'essa crollata. Dio accoglie la sfida e Giobbe si vede privato successivamente dei beni e dei familiari. In 42,6 e seguenti si assiste, invece, alla reintegrazione e riabilitazione di Giobbe. Nel corpo del libro vi sono i discorsi poetici di tre amici di Giobbe, con una replica del medesimo. Le tesi sostenute si possono condensare in una sola: se Dio punisce Giobbe in questa maniera, vuol dire che qualcosa avrà commesso, altrimenti bestemmierebbe, accusando Dio d'ingiustizia. Nel capitolo 28 vi è un inno alla sapienza e nei capitoli 32-37 i discorsi di un quarto amico, indipendenti dai precedenti. In 38,1-42,6 due repliche di Dio, il quale contesta a Giobbe il diritto di chiedergli conto di qualcosa e a questa argomentazione Giobbe si sottomette. In Mesopotamia e in Egitto sono stati trovati testi che offrono motivi paralleli a Giobbe, ma non identici, specialmente dal lato teologico. La sottomissione di Giobbe è d'altra parte difficilmente ammissibile sul piano filosofico, mentre lo è solo su quello della fede, per cui la ricerca va condotta in questa direzione. § Per antonomasia, il nome del personaggio biblico è entrato nel linguaggio comune a indicare una persona colpita da molte sventure e, per estensione, dall'animo paziente nell'affrontarle.