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Grèco, Emìlio

scultore italiano (Catania 1913-1995). Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1943 si trasferì a Roma. Inizialmente influenzato dall'arte di A. Martini e M. Marini, dal 1950 scelse come punto di riferimento costante la scultura di P. Fazzini. I suoi torniti e levigati nudi femminili rispecchiano un ideale di bellezza che riconduce al manierismo arcaizzante della scuola di Fontainebleau (Bagnante, 1956, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). Gli si devono il monumento a Pinocchio, eretto a Collodi nel 1954, i rilievi di tre porte bronzee del duomo di Orvieto (1961-64) e il monumento a Giovanni XXIII (1965-67; Roma, S. Pietro). Ha realizzato anche medaglie e francobolli per il Vaticano e San Marino. Il museo all'aria aperta di Hakone gli ha dedicato una zona permanente, il Greco Garden, e l'Ermitage di San Pietroburgo una sala personale. Dal 1991 nel palazzo Soliano di Orvieto è ospitata un'esposizione permanente di sue opere, donate dall'artista stesso alla città (Museo Greco).