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Grattèri

comune in provincia di Palermo (78 km), 657 m s.m., 38,46 km², 1079 ab. (gratteresi), patrono: san Giacomo (8 e 9 settembre).

Centro situato sul versante settentrionale del pizzo Dipilo, nel Parco Regionale delle Madonie. Forse fondato in epoca araba, fu possesso di signori locali durante la dominazione normanna. Passò a Gilberto Monforte conte di Petralia, a Guglielmo di Taburia e alla Chiesa di Palermo, quindi pervenne ai Ventimiglia che, dopo alterne vicende, lo riconquistarono nel 1628. § Nell'abitato, dall'aspetto medievale e disposto a gradinata sulle pendici del monte, sono i resti del castello (sec. VIII), la chiesa madre dedicata a San Michele Arcangelo, ottocentesca, la chiesa matrice vecchia, pure dedicata a San Michele Arcangelo (sec. XIV) e la chiesa di Santa Maria di Gesù, la più antica del paese. Fuori dall'abitato restano, dell'antichissima abbazia di San Giorgio (sec. XII), i ruderi del convento, il portale e l'abside della chiesa. § L'economia si basa sull'agricoltura (frumento, agrumi, olive, mandorle), l'allevamento del bestiame e l'industria alimentare (oleifici). Fiorente l'artigianato dei ricami.