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Gualdo Tadino

comune in provincia di Perugia (51 km), 536 m s.m., 124,19 km², 15.064 ab. (gualdesi), patrono: beato Angelo (15 gennaio).

Centro, sul versante nordoccidentale del monte Penna. Le Tavole Eugubine lo presentano nemico di Gubbio. Assoggettato a Roma (266 a. C.), la sua fama è legata alla grave sconfitta che vi subirono gli Ostrogoti di Totila. La città fu più volte devastata e infine rasa al suolo nel 996 da Ottone III. Ricostruita con il nome di Gualdo, andò nuovamente distrutta da un incendio nel 1237. Risorta, subì la dominazione della guelfa Perugia fino al 1469, anno in cui entrò nello Stato Pontificio come legazione autonoma e commissariato apostolico. Anche il terremoto del 1997, dopo quello disastroso del 1751, causò seri danni al patrimonio artistico, sottoposto in seguito a restauro. § Il centro comprende una parte storica, con le vecchie abitazioni compatte, e una parte nuova lungo le pendici del rilievo calcareo. Diversi i monumenti notevoli, tra cui il duomo, con la facciata del sec. XIII; il Palazzo del Podestà e la torre civica; la chiesa gotica di San Francesco, che ospita una pinacoteca con opere di Niccolò di Liberatore, di Matteo da Gualdo e di Antonio da Fabriano; le mura e la rocca Flea (sede del Museo Civico), volute da Federico II nel sec. XIII. § Famosa è la lavorazione delle ceramiche e delle maioliche a lustro, attività ben inserita nei mercati ed effettuata ancora artigianalmente nei tradizionali forni. L'industria ha avuto un notevole sviluppo ed è presente con molte imprese operanti nei settori alimentare, delle confezioni, delle calzature, del mobile, dell'imbottigliamento delle acque minerali di cui la zona è ricca. Vivace il turismo naturalistico, richiamato anche dalle numerose grotte del territorio.