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Hershey, Barbara

attrice cinematografica statunitense (Hollywood 1948). Diva del cinema di protesta americano, riemerge negli anni Ottanta in luminosissimi ruoli storici o contemporanei. Dopo aver debuttato in C’è un uomo nel letto di mamma (1968), raggiunge il successo con M. Scorsese in America 1929: sterminateli senza pietà (1972), che tratta della repressione antisindacale negli anni della grande depressione. È riapparsa nel 1983 con Uomini veri di P. Kaufman e Il migliore (1984) di B. Levinson; ma è in Hanna e le sue sorelle (1986) di W. Allen che ha rivelato al meglio e ancora integro tutto il suo mestiere cinematografico di interprete. Non per nulla, subito dopo, ha vinto a Cannes per due anni consecutivi il premio come migliore attrice, per Shy People (1987) di A. Konchalovski e Un mondo a parte (1988) di C. Menges. È stata anche una Maria di Magdala di folgorante bellezza in L’ultima tentazione di Cristo (1988), il film scandalo di Scorsese. È seguito poi un periodo di lavori sempre di livello impeccabile, con L’occhio privato (1990), Swing Kids-Giovani ribelli (1993), Un giorno di ordinaria follia (1993), per eccellere nuovamente con il triste, amorale e affascinante personaggio dell'intrigante signora Merle in Ritratto di signora (1996) di J. Campion. Nel 1998 è apparsa, accanto a B. Willis, in La colazione dei campioni di A. Rudolph. Nel 2002 recita in Lantana di R. Lawrence, nel 2003 in Ted Bundy. Il serial killer e nel 2010 ne Il cigno nero (Black Swan) di Darren Aronofsky.

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