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Hilsenrath, Edgar

scrittore tedesco (Lipsia 1926). Di origine ebraica, nel 1938 è sfuggito alle persecuzioni naziste trovando riparo in Romania, terra natia della madre. Deportato nel 1941 insieme ai familiari in un ghetto, è riuscito nel 1944 a emigrare in Palestina, per trasferirsi nel 1951 negli Stati Uniti. Nel 1975 si è trasferito definitivamente a Berlino. Romanziere poco conosciuto in Germania, è stato poi riscoperto grazie al notevole successo ottenuto negli Stati Uniti con le sue due prime opere, Die Nacht (1964; La notte), sulla tragica esperienza nel ghetto rumeno, e Der Nazi und der Friseur (1977; Il nazista e il barbiere) sul destino ebreo durante la guerra. Nel 1980 con Bronskys Geständnis (Le confessioni di Bronsky) ha raccontato le esperienze, in parte autobiografiche, di un emigrante ebreo per le strade di New York. L'opera successiva, premiata in Germania, è Das Märchen vom letzen Gedanken (1989; La fiaba dell'ultimo pensiero), incentrata su quello che Hilsenrath considera il primo olocausto del sec. XX, ovvero lo sterminio sistematico da parte dei Turchi sugli Armeni che vivevano in Turchia. Nel romanzo Jossel Wassermanns Heimkehr (1993; Jossel Wassermann torna a casa) narra la tragica storia di un vagone carico di ebrei polacchi che, prima di venire istradato verso i campi di sterminio, viene dimenticato su un binario morto. Successivamente Hilsenrath ha pubblicato un altro romanzo, Die Abenteuer des Ruben Jablonsky (1997; L'avventura di Ruben Jablonsky).

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