Questo sito contribuisce alla audience di

IRAS

sigla dell'inglese InfraRed Astronomical Satellite (satellite astronomico per l'infrarosso). Primo osservatorio orbitante destinato all'astronomia nell'infrarosso lanciato dalla NASA il 25 gennaio 1983 dalla base di Vanderberg, California, mediante vettore Delta. Il progetto è stato frutto della cooperazione fra Stati Uniti, Paesi Bassi e Gran Bretagna. Il satellite, in pratica, era un criostato destinato a sopprimere la radiazione termica intrinseca di disturbo, e perciò ripieno di elio liquido a-271 ºC, in quantità sufficiente a garantire un anno di funzionamento da parte degli apparati. La strumentazione e le apparecchiature ausiliarie, per un peso di ca. 500 kg, comprendevano un telescopio con specchio primario di 60 cm, realizzato in berillio e una serie di 62 rivelatori per bande dell'infrarosso. L'osservatorio, inserito in orbita polare a 900 km di quota, ha operato con successo fino al 21 novembre 1983, allorché l'evaporazione progressiva dell'elio liquido ne ha pregiudicato la funzionalità in modo definitivo. La missione di IRAS è stata quella di redigere un inventario esauriente delle sorgenti infrarosse dell'Universo. Sotto questo profilo, le acquisizioni scientifiche del satellite possono dirsi estremamente soddisfacenti: ha scoperto e localizzato ca. 250.000 oggetti celesti, dei quali il 99% erano in precedenza sconosciuti. Nel sistema solare ha individuato cinque comete, un asteroide e una triplice struttura anulare di polveri situata nella fascia dei pianetini. Nello spazio interstellare sono stati posti in evidenza filamenti di polveri disseminati un po' dovunque e ora noti come “cirri infrarossi”; ma anche formazioni ricche di polveri fortemente radianti sono state scoperte in quantità, laddove protostelle e stelle giovani sono tuttora in gestazione. Astri brillanti come Vega, Fomalhaut, Betelgeuse, si sono rivelati ai ricettori di IRAS per altrettanti centri di strutture corpuscolari solide, indizio di eventuali sistemi planetari in formazione. Nello spazio extragalattico, sono poi da menzionare un certo tipo di sorgenti, sconosciute nel visuale, che il satellite ha evidenziato, e che possono essere fatte risalire a materiale diffuso e a galassie avvolte da spessi involucri di polveri.

Media


Non sono presenti media correlati