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Isidòro di Sivìglia

santo, vescovo, dottore della Chiesa, teologo e storico spagnolo (Siviglia ca. 560-636). Proveniente da nobile famiglia ispano-romana, che diede alla Chiesa quattro santi, alla morte dei genitori crebbe sotto la guida del fratello Leandro, vescovo di Siviglia, e gli succedette nella cattedra vescovile nel 601, svolgendo una funzione di primo piano nella Chiesa spagnola. Nel 633 fu tra le figure più eminenti del Concilio di Toledo, in cui venne data unità teologica e organizzativa alle varie liturgie allora esistenti in Spagna e si trovò una delle formule teologicamente più indovinate per la definizione dei dogmi trinitario e cristologico. La sua opera letteraria non porta l'impronta dell'originalità, ma dimostra una profonda comprensione del passato e grande abilità nel sistemare l'immenso materiale, che rappresentava tutto lo scibile dell'epoca e che fu da lui raccolto nell'opera enciclopedica Etymologiae, scritta in latino e da San Braurio divisa in venti libri. La parte storica, Chronicon, che narra l'invasione saracena, è una delle pietre miliari della storiografia spagnola. Tra gli altri scritti: De ordine creaturarum; De natura rerum; Historia Gothorum, Vandalorum, Sueborum. Festa il 4 aprile.

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