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Islāmābād

capitale del Pakistan, 500 m s.m., 780.000 ab. (stima 2007).

Situata lungo il margine settentrionale dell'altopiano di Potwar, 15 km a N di Rāwalpindi. È una città “nuova”, la cui costruzione iniziò nel 1961 per opera dell'urbanista e architetto greco K. A. Doxiadis con l'obiettivo di contemperare le tradizioni architettoniche locali e gli standard urbanistici più moderni. Successivamente, vi hanno operato altri architetti di fama mondiale, fra cui l'italiano G. Ponti e l'americano E. D. Stone. La città ospita l'università Quaid-i-Azam (1965) e la Allama Iqbal Open University (1974). § L'agglomerato urbano si estende su un'area di 65 km², divisa in varie zone funzionali destinate, rispettivamente, alle attività politiche, alle rappresentanze diplomatiche, alle istituzioni culturali, all'edilizia residenziale, all'industria, al commercio e al verde pubblico (ivi incluso un parco nazionale). Intorno a esso si estendono il territorio amministrativo della capitale (907 km²) e una più ampia area (2700 km²) soggetta a pianificazione integrata e comprendente, fra l'altro, il lago artificiale di Rāwal. § Come tutte le capitali “fondate”, Islāmābād ha stentato inizialmente ad assumere caratteri di sviluppo spontaneo, anche a causa della posizione geografica eccentrica e opposta rispetto alla vecchia capitale (Karāchi), ma soprattutto risentendo delle forti tensioni interne al Paese. Islāmābād è servita dall'aeroporto internazionale Benazir Bhutto, terzo nel Paese in ordine di grandezza.

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