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Pónti, Giò

architetto italiano (Milano 1891-1979). Formatosi nell'ambito del neoclassicismo di G. Muzio, si accostò poi alla tematica del nazionalismo, ma rimase tuttavia sostanzialmente estraneo a quel dibattito culturale, mantenendo una posizione isolata, da collegarsi piuttosto alle evoluzioni dello Stile Internazionale. Dotato di fecondità inventiva, ha svolto un ruolo importante anche nell'ambito dell'architettura degli interni e del disegno industriale, introducendo negli ambienti della nuova borghesia italiana il gusto per l'arredamento moderno. Sotto questo profilo è di grande rilievo l'attività svolta attraverso le Triennali di Milano e la rivista Domus, da lui fondata e diretta dal 1928 al 1941 e poi dal 1948. Le sue realizzazioni più significative sono, a Milano, la Torre Littoria nel parco (1933, in collaborazione con C. Chiodi); i palazzi per uffici della Montecatini (1938-39; 1951); il grande ospedale S. Carlo (1966) e soprattutto il grattacielo Pirelli (1956; al calcolo hanno partecipato gli ingegneri Nervi e Danusso) a pianta esagonale allungata, alto 126 m, la cui sagoma caratteristica costituisce uno dei nodi positivi della fisionomia della città. Da ricordare infine la sede della facoltà di matematica a Roma (1935) e varie realizzazioni all'estero (Caracas, Parigi, San Paolo, ecc.).

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Giò Ponti.