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Jacob, Max

poeta francese (Quimper, Finistère, 1876-Drancy, campo di concentramento tedesco, 1944). Ebbe dapprima rinomanza come pittore della scuola cubista con Picasso e Apollinaire, pur avendo già scritto la faceta Histoire du roi Kaboul I et du marmiton Gauvain (1904; Storia del re Cabul I e dello sguattero Galvano). Nell'ambiente parigino d'avanguardia rivelò le sue attitudini estrose e burlesche nonché le sue aspirazioni mistiche, che, israelita di nascita, lo portarono, nel 1915, alla conversione al cattolicesimo. Un ciclo singolare era stato quello di Saint Matorel (1911; San Matorel), Les œuvres burlesques et mystiques de Saint Matorel mort au couvent (1912; Le opere burlesche e mistiche di San Matorel morto in convento) e d'un dramma simbolico, Le siège de Jérusalem, grande tentation céleste de Saint Matorel (1914; L'assedio di Gerusalemme, grande tentazione celeste di San Matorel). Importante è Le cornet à dés (1917; Il bossolo per dadi), che anticipò il dadaismo. Vari altri libri (anche del ciclo di San Matorel) risentono di atteggiamenti mistici che, nella forma cristiana, rivelano un fondo profondamente ebraico per meditazioni e senso del trascendente, fin sotto l'aspetto di fatalismo orientale. Jacob raccolse anche canti popolari come testimonianze di saggezza millenaria. Ironia e sentimento, ingenuità e versatilità furbesca caratterizzano la maturità dello scrittore, poeta estroso ma vivissimo in prosa e in versi; la dolorosa morte sanzionò la sua fede in un motivo eternamente mistico, dominatore dell'uomo e della sua vita.

Bibliografia

Y. Belaval, La rencontre avec Max Jacob, Parigi, 1946; L. Emié, Dialogues avec Max Jacob, Parigi, 1954; P. A. Jannini, Max Jacob, Roma, 1980; M. Green, Bibliographie et documentation sur Max Jacob, Parigi, 1988; P. C. Hoy, Jacob, œuvres et critique, Parigi, 1988.

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