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Javorov, Peju

pseudonimo del poeta bulgaro Peju Kračolov (Čirpan 1877-Sofia 1914). Esordì con poesie che esprimono con immagini suggestive la sofferenza dei contadini poveri. A Sofia Javorov si entusiasmò per il movimento di liberazione macedone (cui prese parte legandosi a Goce Delčev) e compose poesie di forte ispirazione democratico-rivoluzionaria (Gli Armeni, Esiliati, Canti degli hajduti). Dopo la sconfitta dell'insurrezione di Ilinden' (1903), ripiegò su una tematica più intimistica, alimentata anche dall'avvenuta conoscenza diretta del simbolismo francese (Insonnie, 1907; Dietro le ombre delle nuvole, 1910). L'originalità e lo squisito talento di Javorov si rivelano pienamente nelle sue liriche amorose (Non temere, vieni, Due occhi belli, ecc.), che riflettono la tragica vicenda sentimentale dell'autore (un amore ostacolato e poi il suicidio della moglie che spingerà il poeta stesso a togliersi la vita). È autore anche di drammi (Alle falde del Vitoša, 1911; Quando colpisce il fulmine, 1912).

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