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Jooss, Kurt

danzatore, coreografo e maestro di danza tedesco (Wasseralfingen, Württemberg, 1901-Heilbronn 1979). Dopo studi musicali, teatrali e di danza (in particolare con Rudolf Laban, le cui teorie influenzarono largamente il suo lavoro e con il quale collaborò a Mannheim e Amburgo, nel biennio 1922-23), fu nominato maître de ballet a Münster (1924). In quello stesso anno, con i danzatori Aino Siimola (che diverrà sua moglie nel 1929) e Sigurd Leeder, il compositore Fritz Cohen e lo scenografo H. Heckroth creò la Neue Tanzbühne, compagnia che visse dal 1924 al 1926 e nel cui repertorio, composto interamente da opere di Jooss, comparivano coreografie di forte coloritura espressionistica: Ein persisches Märchen (1924), Der Dämon (1925), Tragödie (1926). Dopo ulteriori studi di balletto a Vienna e a Parigi, nel 1927 fu nominato alla direzione della sezione danza della Folkwang Schule di Essen; l'anno successivo fu creato il Folkwang Tanztheater, per il quale realizzò alcune coreografie rimaste celebri; fra queste: Pavane (1929), una sua versione di Petruška (1930), una personale rilettura della coreografia di Laban Gaukelei (1930). Fu nominato nel 1930 maître de ballet del Teatro Municipale di Essen e la sua compagnia assunse il nome di Folkwang Tanzbühne. Per questa formazione Jooss, che sperimentava in quegli anni, tanto a livello didattico che creativo, la sua originale fusione del linguaggio accademico con le idee e le nuove prospettive aperte dall'estetica labaniana, creò sia nuove versioni di balletti già noti – Danze Polovesiane dell'opera Il principe Igor di Borodin (1930), Coppelia e Il figliol prodigo (entrambi 1931), Pulcinella (1932) – sia assolute novità quali Il tavolo verde (titolo originale Der grüne Tisch), efficacissimo pamphlet danzato contro l'insensatezza della guerra, considerato, in assoluto, il suo capolavoro, e Grande città (entrambi 1932) pure considerato fra le sue creazioni migliori. Costretto dal nazismo ad abbandonare la Germania, si rifugiò in Gran Bretagna, presso il Dartington College, e con la sua compagnia – ribattezzata Ballets Jooss e attiva fino al 1947 – compì diverse tournée in tutto il mondo, producendo molte nuove coreografie fra le quali una nuova versione del Figliol prodigo (questa volta con musiche originali di F. Cohen e non sulla partitura di Prokofev, 1933), Lo specchio (1935), Chronica (1939), Pandora (1944). Dopo un periodo di lavoro a Santiago del Cile, nel 1948, tornato a Essen si dedicò sia all'insegnamento presso la Folkwang Schule sia alla creazione, lavorando per il Folkwang Ballet, per il Teatro dell'Opera di Düsseldorf (dove fu direttore dal 1954 al 1956) e per diversi festival internazionali. Riprese anche, spesso, per compagnie diverse dalla propria, le sue coreografie più note fra le quali, naturalmente, Il tavolo verde, che è tuttora una delle coreografie del Novecento più riprodotte in tutto il mondo.

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