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Scala, Teatro alla-

massimo teatro lirico milanese e uno dei più prestigiosi del mondo. Prese la denominazione dall'antica chiesa di Santa Maria alla Scala, sulla cui area fu costruito nel 1778, su progetto di G. Piermarini, in sostituzione del Teatro Ducale distrutto da un incendio nel 1776. Fu inaugurato il 3 agosto 1778 con Europa riconosciuta di A. Salieri, subito rivelando la perfetta acustica. Nel 1830 l'originale decorazione policroma fu sostituita con quella neoclassica; nel 1883 fu adottata, per la prima volta in un teatro, l'illuminazione elettrica; nel 1907 fu costruita la buca per l'orchestra; nel 1921 (anno in cui divenne ente autonomo) furono sistemati più razionalmente i servizi di scena. Dopo i bombardamenti subiti nel 1943, dai quali si salvò soltanto il palcoscenico, la Scala fu ricostruita e inaugurata nel 1946 con un grande concerto diretto da A. Toscanini. Nel gennaio 2002, per la prima volta dagli anni della seconda guerra mondiale, la Scala ha lasciato temporaneamente la sua sede storica per trasferirsi presso il Teatro degli Arcimboldi, uno spazio moderno con più di 2.300 posti. Il trasferimento si è reso necessario per consentire i lavori di ristrutturazione del palcoscenico, delle parti destinate agli uffici e ai servizi, e il restauro conservativo della sala del Piermarini. Parte del progetto è stato firmato dall'architetto svizzero Mario Botta. La Scala restaurata è stata riaperta il 7 dicembre 2004. Tra le numerose opere date alla Scala in prima esecuzione si ricordano Norma di V. Bellini, Nabucco, Otello e Falstaff di G. Verdi, Mefistofele di A. Boito, La Gioconda di A. Ponchielli, Madama Butterfly di G. Puccini. La Scala svolge anche una regolare attività in campo sinfonico. Dal 1986 al 2005 direttore musicale della Scala fu R. Muti, mentre dal 2011 è D. Barenboim. In un'ala dell'edificio ha il Museo teatrale alla Scala, inaugurato nel 1913, che contiene, oltre a un'importante biblioteca, preziose collezioni di autografi, cimeli, opere artistiche, ritratti legati alla storia del teatro musicale. L'attività della Scala fu affiancata da quella della Piccola Scala, teatro di modeste dimensioni (600 posti), destinato all'allestimento di opere da camera moderne e al recupero del grande patrimonio melodrammatico antico; inaugurata il 26 dicembre 1955 con Il matrimonio segreto di D. Cimarosa, venne chiusa nel 1983 per motivi economici.

Fin dalla serata inaugurale la Scala ospitò spettacoli di danza; l'attività proseguì regolarmente, dapprima con compagnie estranee al teatro, poi con un proprio corpo di ballo, avvalendosi di coreografi di valore come G. Angiolini, G. Gioia, S. Viganò. Nel 1813 la fondazione dell'Imperial Regia Accademia di Danze diede al teatro un'istituzione degna delle consimili istituzioni europee. C. Blasis, direttore dal 1837 al 1850, le conferì originale solidità di basi teoriche, prestigio e rinomanza internazionali, formando generazioni di stelle acclamate nei maggiori teatri del mondo. In epoca romantica la Scala, oltre a ospitare le più celebri ballerine del momento – F. Cerrito, F. Elssler, C. Grisi, M. Taglioni – fu spesso all'avanguardia nella presentazione di balletti ispirati al nuovo credo estetico-filosofico. Il tardo romanticismo vide l'avvio di un certo declino. Se la scuola – diretta, dopo Blasis, da G. Casati, C. Coppini, C. Beretta e infine, dal 1911 fino al 1917, anno in cui fu chiusa, da R. Grassi – continuò a sfornare notevoli talenti, il palcoscenico vide l'avvicendarsi di coreografi di grande mestiere ma di scarsa originalità creativa. A cavallo del secolo la coppia formata dal coreografo L. Manzotti e dal compositore R. Marenco portò al successo una forma spettacolare di “ballo grande all'italiana” con notevole dispiego di mezzi tecnici e di larghe masse artistiche, di cui Excelsior (1881, più volte ripreso anche in epoca moderna) è l'esempio più celebre. La scuola, riaperta da Toscanini nel 1921, fu affidata prima a O. Préobrajenska, poi a N. Guerra; dal 1925 al 1928 fu guidata da E. Cecchetti cui seguì C. Fornaroli, poi, dal 1931 al 1934 fu diretta da J. Ruskaja, affiancata da E. Mazzucchelli per la didattica accademica. Partita la Ruskaja, alla Mazzucchelli sono seguiti V. Volkova, E. Bulnes, E. Bonagiunta, J. Field, A. M. Prina. Per quanto riguarda la compagnia, a un periodo di ripresa, seguito alla nomina a direttore del ballo di A. Milloss (1946), ha fatto seguito, a partire dagli anni Settanta, un nuovo lento declino, in parte dovuto alla progressiva decadenza del balletto nelle istituzioni liriche italiane, in parte a ragioni interne. Nel 2002 è diventato direttore del corpo di ballo il francese F. Olivieri.