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Karthéos, Kóstas

pseudonimo dello scrittore greco Leandros Lakon (Atene 1878-1955). Cominciò a pubblicare sul periodico Numas, del quale fu anche direttore dal 1919 al 1920. Con la rifondazione del Teatro Nazionale, Karthéos divenne membro del Consiglio di amministrazione e per un anno direttore artistico. È conosciuto soprattutto per le traduzioni delle opere di Shakespeare e di altri capolavori della letteratura mondiale, che egli per primo ha fatto conoscere in lingua greca alle nuove generazioni. Poeta di grande sensibilità e lirismo, mostra una naturale vena melodica nelle due raccolte I canti della mia isola e le melodie Kifissiote (1921) e Sotto voce (1940). Altre due raccolte poetiche, Il giardino di Melchisedek e I sorrisi di Epimithea, scoperte dopo la sua morte, sono state pubblicate a cura della figlia Rena. Karthéos si può considerare l'ultimo esponente di quella grande generazione che con Griparis, Malakasis, Porfiras, Papantoniu ha dato alla poesia greca i versi più melodici.

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