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Kinck, Hans Ernst

scrittore norvegese (Øksfjord 1865-Oslo 1926). Si formò su Nietzsche e subì l'influsso delle teorie razzistiche. Nei suoi primi lavori, ancora lontani da ideologie pseudoscientifiche, Kinck è completamente immerso nella contemplazione e nella descrizione della natura (Gente giovane, 1893; Ali di pipistrello, 1895). Seguirono alcuni romanzi e poemi drammatici in cui il lirismo degli anni giovanili è sostituito da un nazionalismo esasperato, che portò Kinck a vagheggiare una razza nordica che primeggiasse sulle altre. A questa seconda fase appartengono Gabriel Jahr (1902), Emigranti (1904) e Il mandriano (1908). Kinck soggiornò a lungo in Europa e soprattutto in Italia, ma neanche la lunga lontananza dalla sua terra contribuì ad attenuare il suo nazionalismo: nelle figure e nelle leggende del Medioevo italiano e del Rinascimento Kinck vide infatti la benefica influenza dei contatti fra la razza latina e quella nordica. Di questo periodo sono Verso carnevale (1915) e Uomini del Rinascimento (1916). Negli ultimi romanzi (La valanga, 1918-19; Sulle alture di Rindal, 1925), Kinck ritornò alla tematica giovanile – la campagna norvegese e la lotta dei contadini per un futuro migliore – ma senza apportarvi nuove suggestioni.

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