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Leinì

comune in provincia di Torino (13 km), 245 m s.m., 32,45 km², 11.946 ab. (leinicesi), patrono: san Lorenzo (10 agosto).

Cittadina della pianura alluvionale di Torino ai margini meridionali dell'altopiano delle Vaude. In documenti dei sec. X e XI è citata come Vauda laniaci e Lenice. Appartenne alla Marca e poi all'episcopato di Ivrea, pervenendo nel sec. XIV a Corrado e Franceschino Provana. Nel 1388 ottenne propri statuti. Nel 1407 vi fu stipulata una convenzione fra Amedeo VIII di Savoia e i marchesi del Monferrato. Fino al 1939 si chiamò Leyni.§ Del periodo medievale si conservano resti della cinta muraria e una torre quadrata del castello dei Provana, detta “dell'Ammiraglio” in riferimento ad Andrea Provana che combatté nella battaglia navale di Lepanto. La parrocchiale (1584, ma in gran parte rifatta nel sec. XIX) custodiva una tela di Defendente Ferrari (1514), ora a Torino.§ L'industria ha avuto un notevole impulso con l'inclusione di Leinì nel piano di decentramento torinese: i più specializzati sono i settori metallurgico e meccanico; molto attivi anche quelli alimentare, chimico, cartario, della gomma, del mobile. Sono fiorenti l'allevamento e le attività commerciali.

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