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Lodī

dinastia di origine afghana, ultima a tenere il sultanato di Delhi (1451-1526). Divenuta importante sotto Bahlol (1451-1488), che ne estese i domini e consolidò l'organizzazione statale, ebbe in Sikandar (1488-1517) il maggior rappresentante. Questi seppe esercitare un vigoroso controllo sulla potente aristocrazia afghana del suo regno e fondò Agra (1504). Nemico degli Indù, che perseguitò, iniziò l'opera di conquista dell'importantissima fortezza di Gwalior, presa poi dal figlio Ibrāhīm (1517-26). Incapace di mantenere l'ordine interno, Ibrāhīm offrì il destro all'invasione del Moghūl Bâbur, che lo vinse nella battaglia di Panipat, il 26 aprile 1526. Ibrāhīm morì sul campo. § Durante il dominio della dinastia ebbe vivo splendore l'arte d'ispirazione musulmana che si espresse in uno stile in cui le caratteristiche essenziali furono l'uso del cubo e dell'ottagono (sormontati da cupole) per le forme architettoniche e l'adozione di varie tecniche decorative (inserti di pietre colorate, piastrelle smaltate, stucco dipinto e scolpito) per impreziosirne in misura diversa gli esterni e gli interni. Tra i monumenti più famosi costruiti sotto i regni di Sikandar e di Ibrāhīm si ricordano, oltre ai palazzi, alle moschee e alle tombe di Agra, Sikandar, Dholpur, Kalpi, Sirhind e soprattutto di Mehrauli, i mausolei di Sikandar (Siri) e di Shāh Yūsuf Katāl (Hairpur), le moschee Moth, Nīla (Siri) e Gami (Hairpur). Lo stile L. sopravvisse nella raffinata interpretazione dell'architettura realizzata dalla dinastia degli afghani Sūr dopo il 1526.

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