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Mòsso

comune in provincia di Biella (18 km), 625 m s.m., 15,93 km², 1802 ab. (mossesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro situato tra il torrente Cervo e il fiume Sesia, adagiato sul declivio di una collina. Appartenne dapprima ad Aimone conte di Vercelli, quindi ai vescovi della stessa città. Conteso all'episcopato dal comune, che riuscì ad avere parte della sovranità, passò nel 1404 ai Savoia, dai quali fu dato in feudo ai Fieschi, poi Ferrero-Fieschi. Nel 1618 passò agli Scaglia e un secolo dopo ai Lingua. § La chiesa dell'Assunta è di origine medievale, ma ha subito diverse ricostruzioni e restauri; il campanile, anch'esso rimaneggiato, risale al sec. XII. Custodisce interessanti opere in legno intagliato di Gaspare Serra. Sulla centrale piazza Italia si innalza il monumento dedicato al medico e filantropo Bartolomeo Sella. § L'economia si inserisce nell'ambito della vocazione dell'intero Biellese, contando principalmente su imprese attive nel settore tessile (lavorazione della lana e delle fibre naturali e sintetiche). L'allevamento bovino alimenta una vivace attività lattiero-casearia. La località Sella è meta frequentata di villeggiatura estiva grazie soprattutto al clima mite. § A Mosso è nato il pittore e scultore Ugo Nespolo (1941) e a Sella di Mosso l'uomo politico Quintino Sella (1827-1884), tra i fondatori del Club Alpino Italiano.