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Mòtta d'Afférmo

comune in provincia di Messina (173 km), 660 m s.m., 14,61 km², 954 ab. (mottesi), patrono: san Luca (18 ottobre).

Centro situato nel settore occidentale dei monti Nebrodi. L'abitato sorge sullo spartiacque tra la fiumara di Tusa e il fosso Mulinello. La presenza di una necropoli rinvenuta nel territorio fa risalire le origini del borgo all'epoca romana. Originariamente era collocato di fronte alla città di Halaesa, ma nel corso della conquista araba venne trasferito in luogo più elevato e sicuro. Chiamato anche Sparto (dal cenobio bizantino di Santa Maria di Sparto), fu prima possesso di signori locali e poi degli Albamonte, di Vincenzo Bonajuto e, infine, dei Castelli (1623). § Opere tardosettecentesche dell'artista palermitano Antonino Mercurio sono custodite nella chiesa di San Rocco e nella chiesa madre della Vergine degli Angeli, che domina l'abitato. § L'agricoltura produce olive, cereali e ortaggi. È diffuso l'allevamento bovino.