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Mónte San Savino

comune in provincia di Arezzo (21 km), 330 m s.m., 89,68 km², 8128 ab. (savinesi), patrono: santi Egidio e Savino (7 dicembre).

Centro della val di Chiana, posto su un colle dominante la valle del torrente Esse. Noto in epoca romana con il nome d'Area Ialta, fu un castello degli Ubertini, in seguito aspramente conteso tra Arezzo e Firenze, alla quale rimase dal 1385. Con la rivolta antifrancese del 1799 fu dispersa la sua fiorente comunità ebraica.§ Di interesse storico-artistico sono il cassero trecentesco; la chiesa di Sant'Agostino, del sec. XIV ma più volte rimaneggiata; la loggia dei Mercanti (sec. XV- XVI); il Palazzo Comunale di Antonio da Sangallo il Vecchio (sec. XVI); la secentesca chiesetta di Santa Chiara, che conserva opere del Sansovino, che qui nacque. Fuori dell'abitato sorge il santuario di Santa Maria delle Vertighe, originario del sec. XII ma rifatto del tutto nel Cinquecento (all'interno un trittico di Margaritone d'Arezzo).Da segnalare il borgo medievale di Gargonza, situato alla sommità di un poggio, intatto nel suo aspettofortificato: il cassero, costituito da un possente torrione, e il circuito murariorisalgono al sec. XIII. È frequentata meta turistica.§ L'agricoltura produce frumento, barbabietola da zucchero, uva, olive, patate, pomodori, fagioli, cocomeri e meloni. Industria e artigianato sono attivi nei settori della ceramica, del mobile, degli infissi, meccanico, edile, dell'imbottigliamento e dell'abbigliamento.

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