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Mónti

comune in provincia di Olbia-Tempio, 300 m s.m., 123,44 km², 2440 ab. (montini), patrono: san Gavino (17 settembre).

Centro situato in una depressione cinta di colli nella zona sorgentifera del rio Badu Alzolas, a SE del massiccio del Limbara. Forse di origine preistorica, nel Medioevo fece parte della curatoria di Montacuto, compresa nel Giudicato di Torres (sec. XI), che nel 1255 passò ai Doria. Possesso per un breve periodo dei Malaspina, che nel sec. XIV lo cedettero ai giudici d'Arborea, nel sec. XV fu conquistato dagli Aragonesi e dato in feudo a Pietro Defenu (1420). Eretto a baronia per i Farina, sotto gli spagnoli divenne feudo regio e passò infine al demanio con l'abolizione dei feudi nel 1839. § Nei dintorni dell'abitato è il santuario di San Paolo Eremita, che, eretto nel sec. XIV e proprietà di un monastero, fu parzialmente ricostruito alla fine del sec. XIX. Il 14 agosto vi si raccolgono numerosi pellegrini per una festa religiosa fra le più importanti della Sardegna settentrionale. § L'allevamento (ovini, caprini, bovini, bufali ed equini) alimenta la produzione di latte e di carne. L'agricoltura produce prevalentemente cereali, foraggi e uva da vino (monica di Sardegna DOC e cannonau DOC, oltre a vini locali pregiati come l'abbaia e l'aghiloia). Un'altra rilevante risorsa è la raccolta del sughero, con la collegata lavorazione. Vi operano aziende della lavorazione del legno e dei metalli. È zona di turismo escursionistico all'Oasi di Ripopolamento e di Salvaguardia del Demanio Forestale.