Questo sito contribuisce alla audience di

Mörike, Eduard

scrittore tedesco (Ludwigsburg 1804-Stoccarda 1875). Studiò teologia nello Stift di Tubinga, esercitò il pastorato in varie località della Svevia, facendosi pensionare già nel 1843. Visse con madre e sorella fino al matrimonio (1851) che fu alquanto infelice e fu sciolto nel 1871. Da ultimo fu professore di lettere a Stoccarda e consigliere governativo. Amico di Waiblinger, Feuerbach e Heyse, fu uno dei maggiori lirici e narratori tedeschi dell'Ottocento. Molti dei suoi Lieder furono musicati da Brahms, Schumann e soprattutto da H. Wolf (1889). Partecipe della lacerazione del pessimismo filosofico dell'età del Biedermeier, come pure della religiosità del quotidiano e del rifiuto della lotta sociale e politica propria della Restaurazione, Mörike ha dato nell'autobiografico Maler Nolten (1832; Il pittore Nolten) un Bildungsroman strutturato come il Meister di Goethe, ma intriso di nostalgie romantiche: in esso sono contenuti la fiaba Der letzte König von Orplid (L'ultimo re di Orplid), in cui l'evasione dalla realtà ricade nello spettrale e nel grottesco, e lo splendido ciclo di poesie Peregrina (1824 e seguenti), ispirato a una breve e sventurata passione, che ritorna anche nelle visioni notturne della prima raccolta di poesie (1838): di essa fanno parte Gesang zu zweien in der Nacht (1825; Canto a due nella notte) e la perfetta Verborgenheit (Vita riposta), specie di squisito manifesto della renitenza mörikiana alla socialità e del suo triste-lieto, introverso filisteismo. Mörike, eccellente traduttore di Catullo, Teocrito e Anacreonte, e ancor preda del mito della misura classica, riprende l'idillio antico nella novella in esametri Märchen vom sicheren Mann (1838; Fiaba dell'uomo sicuro), mentre rielabora con realismo e con grande tensione psicologica la ballata romantica in Der Feuerreiter (1824; Il cavaliere del fuoco), Das verlassene Mägdlein (1829; La fanciulla abbandonata), Schön Rohtraut (1838; La bella Rohtraut) e nel capolavoro Der alte Turmhahn (1840; Il vecchio gallo del campanile), con cui fonde realismo e simbolismo. Fantasia e comica realtà si compenetrano mirabilmente nella tarda fiaba Das Stuttgarter Hutzelmännlein (1852; L'omino vizzo di Stoccarda) e in particolare nella Historie der schönen Lau (Storia della bella Lau) quivi contenuta. La stessa aura lieto-melanconica di grazia rococò, la gioia di vivere velata dalla coscienza della mancanza e della morte, così forte in Mörike, alimentano la celeberrima novella Mozart auf der Reise nach Prag (1855; Mozart in viaggio per Praga) in cui Don Giovanni, protagonista dell'opera che Mozart sta componendo, rappresenta il simbolo dell'arte e della situazione-limite identificate nell'artista, la cui vita sarà presto stroncata dalla sua stessa intensità. Importanti di Mörike sono anche gli epistolari (con Storm, F. T. Fischer, ecc.).